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Teatro a Vanvera #2 Qui ed Ora: quando il teatro incontra la Mindfulness

October 27, 2017

Teatro a Vanvera è un laboratorio teatrale sopra le righe. Si gioca, si cambia ci si scopre, ci si sorprende, ci si racconta storie e talvolta si cercano finali alternativi, si allena la consapevolezza, lo stare in gruppo, e non ultima, la serenità. Ogni settimana un piccolo report, dal Teatro Alfa, che ci ospita dietro il suo magico sipario rosso.

 

Stasera il gruppo è molto irrequieto. Arriviamo quasi tutti da giornate molto intense e stressanti ed è per questo che propongo un esperienza di meditazione che fa parte del repertorio della Mindfulness. Non si tratta di un esercizio mirato al rilassamento (anche se per alcuni avrà questo effetto secondario) ma di una pratica finalizzata alla concentrazione, al riconoscere le tensioni che abitano il nostro corpo in questo momento. Attraverso l'attenzione al respiro e la presa di consapevolezza dei punti di contatto con il terreno ciascuno trova il suo punto di ancoraggio dal quale partire con l'esplorazione dei propri pensieri. Li guardiamo scorrere su uno schermo immaginario, immaginandoli mentre si muovono, cambiando, evolvendo, e infine scomparendo dal campo visivo, per lasciare spazio a una nuova concentrazione sul momento presente. è un momento intimo, in cui ognuno sperimenta un decentramento dai vissuti che lo stanno distraendo. Si tratta di un'esperienza preziosa che potremmo assimilare alla Toilette dell'Anima (Vedi "Terapia Stanislavskij" di Maria Chiara Signorini) definita dall'autrice come un incontro tra teatro e meditazione Kundalini "La Toilette dell’Anima è quel prolungato momento in cui l’attore si prepara a entrare in scena. In questa fase egli contatta corpo e respiro, liberando la mente, per creare il vuoto necessario all’atto creativo. [...] Essa rappresenta uno stato di silenzio mentale in cui si contatta corpo e respiro, generando una piena consapevolezza."

 

contattare le proprie emozioni del momento presente, le percezioni corporee ad esse legate, i pensieri che invadono con più o meno intrusività la mente è un modo per disporsi alla creazione, al teatro, all'arte, ma anche alla nuova giornata. Scrive Kabat-Zinn "La Meditazione è osservare deliberatamente il tuo corpo e la tua mente, lasciando che le tue esperienze scorrano liberamente di momento in momento e accettandole così come sono. Non significa rifiutare i pensieri o bloccarli o reprimerli. Non significa controllare alcunché, eccetto la direzione della tua attenzione" (da Vivere momento per momento, Milano, TEA, 2013).

 

Siamo finalmente pronti a giocare, dopo un riscaldamento corporeo e una serie di esperienze finalizzate a unire il gruppo torniamo a fare esperienza dei nostri sensi, individualmente. Esploriamo il palco che ci ospita, ma non solo con gli occhi, convolgiamo il tatto, l'olfatto, l'udito. Ci lasciamo sorprendere dal suono che alcuni oggetti emettono e proviamo a osservarli con quella che Kabat-Zinn definisce la Mente del principiante, come se non li avessimo mai incontrati prima. Ogni oggetto, in questo nuovo rapporto con noi, sprigiona nuove interessanti caratteristiche, giochi di luce sulla superficie, possibilità di uso differenti. Stavolta l'invito è a cercarne uno che possa in qualche modo rappresentarci per una sua caratteristica fisica, andando oltre la sua funzione nota. Ognuno ha scelto un oggetto con cui identificarsi e si presenta attraverso di esso. C'è chi come M. predilige una sedia di legno per la sua stabilità, sicurezza e praticità, chi come D. sceglie una corda per la possibilità, attraverso essa, di legare gli altri a sé, mentre io, nella stessa corda colgo la plasticità, il poter diventare infinite cose, di momento in momento. Vi è E., rimasta colpita da una felpa appoggiata a un leggio, per la morbidezza e la somiglianza a una persona, per il calore, chi, come C. trova lo stesso calore in un cuscino. G.ha scelto una vecchia gelatina rosa, di quelle che solitamente si sovrappongono ai riflettori, in teatro. Attraverso di essa il mondo diventa rosa.

 

 

Andiamo in scena con i nostri oggetti. "Il dispensatore di coccole e la sedia" è la storia che raccontiamo. Un mercante cerca di vendere a due donne molto insicure due strani oggetti con poteri magici. Un dispensatore di coccole costituito dal leggio con la felpa e una sedia, capace di infondere sicurezza in chi vi si siede. Le timide acquirenti falliscono nel tentativo di far funzionare il dispensatore di coccole, provano a parlargli ma non vi è risposta, provano a muoverlo con la corda, nel tentativo di animarlo come un burattino ma senza soddisfazione alcuna. Infine siedono sulla sedia e il sentirsi sicure di sé infonde loro una fiducia e una autostima che rende addirittura insignificante l'indifferenza, così sofferta precedentemente, da parte del dispensatore di coccole.

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